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FILOSOFIA / Ambiente

La ricerca dell'equilibrio

Una tavolozza di colori che muta al cambio di stagione: la flora lacustre dalle cromie e i profumi mediterranei si riflette nello specchio di acqua e muta sotto la pioggia dal cielo, smossa dai venti che scendono dalle Alpi o arrivano leggeri dalle valli a far vibrare anche le acque del fiume Erno. Questa è la natura di Lesa sul Lago Maggiore, sito elettivo dei capi che Herno produce. Geografia perfetta per testare la funzionalità dei prodotti. Ragione in più, questa, per rispettarne l'ambiente.

Herno è germogliata a Lesa, lungo la valle del fiume da cui prende il nome. Lì ha iniziato a produrre in un antico opificio immerso nel bosco, in armonia con il paesaggio circostante. Includere l’ambiente nel proprio universo di riferimento fa parte dell’etica dei Marenzi. Così, tutte le strutture della sede di Lesa rispettano ciò che le circonda. L’opificio ottocentesco, ristrutturato a fondo e innovato con il fotovoltaico, è autonomo nel fabbisogno energetico, gradualmente ridotto grazie all’acquisizione di macchinari a basso consumo. Ed è una struttura in equilibrio con la natura anche il nuovo edificio industriale che affianca la sede storica. Uno stabile su tre piani progettato per confondersi e accordarsi con la vita della collina: materiali naturali, un giardino verticale in cui è letteralmente inglobato per contenere al massimo l’impatto visivo, e una coibentazione pensata per ridurre la dispersione energetica. Prendersi cura dell’ambiente, però, significa anche organizzare spazi lavorativi in sintonia con i ritmi umani, senza perdere di vista la sicurezza sul lavoro. Herno predispone continui miglioramenti secondo le procedure di legge e promuove azioni mirate a far maturare, in ogni addetto, la consapevolezza che esercitando le proprie funzioni al riparo da rischi, si contribuisce a migliorare i luoghi in cui si opera.

Nel clima lacustre, dove vento e piovaschi frequenti scandiscono le giornate in gran parte dell'anno, l'azienda da sempre trova un ottimale test-stress al quale sottoporre i propri capi. Ma l'amore e il rispetto non si fermano a questo. C'è la storia nobile di Lesa, per esempio. Il borgo guarda il Lago Maggiore dalla sponda piemontese, lo osserva attraverso i suoi portici, le strade strette, le case in pietra, le splendide ville baciate dall'eleganza di architetture immaginate tra '800 e ‘900, in bilico tra classicismo e innovazione. Intorno, le colline odorano di castagni e agrifogli mentre a valle camelie, azalee, magnolie profumano e adornano il lungolago e gli splendidi giardini. È un borgo che rilassa, stimola la meditazione e al contempo l'operosità. Lo pensava anche Alessandro Manzoni: veniva a soggiornare qui con la moglie, approfittandone per incontrare il filosofo Antonio Rosmini alloggiato a Stresa. Paesaggi nobili, come molte famiglie residenti qui fin dal Medioevo, che passando hanno lasciando la signorilità come tratto ereditario. All'interezza di questi luoghi Herno è legata da un'irrinunciabile simbiosi, fin dall'inizio. Non è casuale che Giuseppe Marenzi, padre fondatore, sia stato per anni il sindaco di Lesa, impegnato con passione a preservare le peculiarità di quest'ambiente semplice e armonioso, autentico ed elegante come i prodotti di casa Herno: pensati con il cuore, realizzati con la testa e con le mani.