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IN FLUMINE EST VITA

70 anni di storia

  A firma di due “uomini di lago” d.o.c., è già la prefazione a rivelare che la storia va oltre le date, i passaggi temporali e i fatti: Claudio Marenzi ed Andrea Vitali introducono intimamente quel piglio “lacustre” che solo chi è nato su sponde di acqua circoscritta può intendere e che accomuna un imprenditore e uno scrittore di successo anche quando le sponde sono di laghi diversi.

“…di lago pure lui, il mittente, lago gemello al mio, lago del cuore e della nostalgia. Lago che si portava in giro per il mondo grazie a un romanzo, d’altro autore, che di quel nostro mondo comune raccontava, antidoto per lenire il tempo del nostòs.”  Andrea Vitali

Claudio Marenzi affida poi una sua inedita visione della storia di famiglia alla penna indagatrice di Francesco Brunacci, e il professore di Fashion & Creative Writing del Polimoda di Firenze, dopo averlo lungamente intervistato, non si è fatto scappare i toni più intimi e accalorati del patron di Herno.

Edito da teNeues con distribuzione internazionale, l’incipit “In principio fu l’acqua. Quella che porta flusso vitale. Quella che crea. …”,  sembra sintetizzare già “in flumine est vita”, titolo ispirato ad una etichetta Herno anni 50 quando iniziò il boom degli allora detti “imper”. Ma sfogliandolo si scopre che l’elogio dinastico, l’elemento acqua, fiume e lago, e il prodotto performante che da questi ha ispirazione, è sublimato dall’obiettivo blasonato di Giovanni Gastel e da quello subacqueo di Asako Narahashi.

Le vedute poetiche dall’acqua e nell’acqua verso le sponde del lago Maggiore dell’artista giapponese saranno esposte per l’occasione nello store di Tokyo, mentre è la luce raffinata di Giovanni Gastel a rendere onore al gancio e ai capi indossati eccezionalmente da altrettante eccezionali firme di arte contemporanea, Massimo Kaufmann, Stefano Arienti, Adrian Paci, Andrea Bowers, Margherita Manzelli, Nicholas Party, Gianni Caravaggio, Andrea Galliano, Patrik Tuttofuoco e, in autoscatto, lo stesso Gastel.

Sono gli stessi artisti che attraverso le loro opere li esposte ci lasciano scoprire il quartier generale di Lesa e le passioni che esso ha conservato e custodito in questi primi 70 anni.